25 feb 2014

Lettera a Francesco Di Giacomo

Caro Francesco,
da quando ieri l’amico Leo mi ha comunicato la notizia del Tuo crudele passaggio dalle colline di Zagarolo mentre tornavi verso la Tua cara campagna, sono davvero rimasto senza fiato e tutt’ora lo sono, ma ho la sufficiente quantità di respiro per salutarTi anche se faticosamente a modo mio.

In un attimo veloce sono tornato molti anni indietro al concerto organizzato nel 1998 per fare festa con amici musicisti ferraresi ai trenta anni con le mie canzoni, cosi tanto per stare insieme un sabato sera a tanti amici nulla più e senza pretese spettacolari o di protagonismo.

E Tu mio caro Francesco, con il grande Rodolfo Maltese, mi avete chiamato una sera con sorpresa per confermarmi che venivate su da Roma “ via Zagarolo “ per cantare e suonare soltanto una mia canzone Campi di Mais, non ci potevo credere, invece era proprio così , e come dire quella sera mi avete fatto sentire bene assolutamente a mio agio, e averVi avuto al mio fianco sul palco è stata ed è tutt’ora un’emozione da batticuore e che porto nel cuore.
E alla luce buia di questo momento mi è proprio da pelle d’oca.

Emozione che ancora oggi continua senza forzatura alcuna e quando capita di suonare Campi di Mais, l’amico chitarrista Mauro Castellani, presente in sala quella sera, pretende giustamente di prendere ispirazione dalla Vostra straordinaria versione.

SalutarTi e ringraziarTi per un gesto rimasto impresso e che proprio Tu a Ferrara al microfono hai citato testualmente come “ impagabile nel senso che non avremmo visto una lira “.
Ma che confermavi il grande valore dell’amicizia nei miei confronti.

Poi notte all’Hotel Nettuno e gasolio per 70.000 lire per la Golf di Rodolfo e alla mattina presto partenza verso Roma per seguire la Tua campagna.
Mentre Ti scrivo sto ascoltando Non Mi rompete , e allora …..non Ti svegliare Francesco e sogna tanti cavalli del maestrale ! in volo ovviamente.

Che lusso averTi conosciuto!

Il Direttore Artistico
Stefano Bottoni